Collaborazione

Costruire un istituto di accoglienza per bambini sordi a Boma, città portuale adagiata sull'estuario del fiume Congo, è questo l'obbiettivo di alcune persone, capeggiate dal prof. Giuseppe Gitti, direttore del Centro di Rieducazione Ortofonica di Firenze, che da oltre quarant'anni si occupa dei problemi dei bambini sordi, e da don Jean Basile Mavungu Khoto, sacerdote congolese che attualmente studia e presta la sua missione pastorale qui in Italia.
Il Congo, per meglio dire la Repubblica Democratica del Congo, immenso paese indipendente dal 1960, dissanguato però da una dittatura trentennale e, più recentemente, dilaniato da un'interminabile guerra - che a tutt'oggi ha provocato tre milioni di morti e oltre un milione di profughi - versa in condizioni drammatiche.

In un quadro generale già di per sé desolante (istituzioni politiche deboli e precarie, amministrazione pubblica approssimativa ed inefficace, infrastrutture pressoché elementari) si innesta una congiuntura socio-sanitaria ancor più scoraggiante: meno di un posto letto ogni mille abitanti, soltanto un medico ogni 10.000 persone, un tasso di mortalità infantile del 12-15%, un'aspettativa di vita che a stento raggiunge i 45 anni di età.


